Politico | |
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Titolo originale | Πολιτικός |
Altri titoli | Sul regno |
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Autore | Platone |
1ª ed. originale | IV secolo a.C. |
Genere | dialogo |
Sottogenere | filosofico |
Lingua originale | greco antico |
Personaggi | Socrate, Straniero di Elea, Socrate il giovane, Teeteto, Teodoro |
Serie | Dialoghi platonici, II tetralogia |
Preceduto da | Teeteto, Sofista |
Il Politico (Πολιτικός) è un dialogo scritto da Platone in seguito al suo secondo viaggio in Sicilia (366-365 a.C.)[1] e dedicato, come si evince dal titolo, a temi politici.
Come è noto, la politica costituisce uno dei principali interessi di Platone, il quale, stando alla Lettera VII, avrebbe in gioventù deciso di dedicarsi alla filosofia proprio con l'intento di istituire una società armonica, ordinata e orientata al bene.[2] A questo scopo, nella Repubblica egli tratteggia la fisionomia della città ideale, organizzata in tre classi su imitazione dell'anima umana e governata da un gruppo di sovrani filosofi. È probabile che già nelle intenzioni di Platone l'utopia della Repubblica dovesse rimanere inattuata, avendo la funzione di modello per chi, educato alla filosofia, avesse voluto e potuto risanare una città malata.[3]
Dopo questa grande opera, Platone torna sullo stesso tema nel Politico e nelle Leggi, nei quali sviluppa ulteriormente il proprio pensiero, cercando di trovare un giusto mezzo tra l'eccellenza del modello da lui proposto e l'effettiva applicabilità delle sue teorie nella realtà.[4] In particolare, nel Politico Platone ricerca la definizione di «politico» mostrando come questi si distingue dal «sofista» per identificarsi tout court con il «filosofo», l'unico in grado di governare rettamente una polis.[5]
Ciò inoltre spiega la mancanza nel corpus platonico di un dialogo intitolato Filosofo, in cui presumibilmente si sarebbe dovuta ricercare la definizione di «filosofo», così come veniva richiesto da Socrate all'inizio del Sofista.[6] È infatti probabile che Platone non abbia sentito la necessità di scrivere un dialogo con questo intento, dal momento che l'indagine su sofista e politico risulta esaustiva nel delineare le caratteristiche del filosofo.[7]